Teatro Vascello: la stagione prosegue con spettacoli da non perdere, da Bukowski a Guccini

Come direbbe Battiato: “La Primavera intanto, tarda ad arrivare”… Ecco che quindi questo tempo incerto può essere l’occasione per andare a teatro, e poi farsi una passeggiata a Monteverde o a Trastevere. Al Vascello infatti prosegue la programmazione di primo livello, con spettacoli da non perdere. Seguono le informazioni sulla programmazione prossima del celebre teatro romano.

 

 

27-30 aprile 2017

BLUE BIRD BUKOWSKI

regia e spazio Licia Lanera
drammaturgia Riccardo Spagnulo
con Vito Signorile e con Sara Bevilacqua
luci Vincent Longuemare
realizzazione scene Michele Iannone
produzione Teatri di Bari Kismet Abeliano

Pensare a Bukowski oggi è come pensare a una possibilità di vita che non c’è più. Eppure di quel ‘900 non ci siamo davvero liberati. C’è un’anima blues e jazz che ancora persiste, che chiama all’idea di viaggio, all’idea di sogno. C’è ancora un odore di cantina e di vino e di poesia nei sogni di un’intera generazione, desiderio e nostalgia di perdersi in una straziante voglia di vita. E Vito Signorile, attore, regista e uomo di “ordinaria follia”, che in oltre quaranta anni di palcoscenico ha attraversato classici del teatro, drammaturgia contemporanea, teatro popolare, poesia e musica, vi si immerge con giovanile entusiasmo. Ancora in viaggio.

2-3 maggio 2017

GUCCIO!
Uno spettacolo-concerto sull’Opera musicale di Francesco Guccini

da un’idea di Giuseppe Gandini e Roberto Manuzzi
con Valentina Bruscoli e Giuseppe Gandini
canzoni dal vivo di Francesco Guccini eseguite da
Marco Morandi, Luca Longhini e Roberto Manuzzi
drammaturgia e regia Giuseppe Gandini
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello Roma

Lui e Lei, due conoscenti dei tempi dell’Università di Bologna degli anni ’90, raccontano nel tempo dell’oggi, attraverso due paralleli monologhi interiori, la loro unica comune esperienza: aver partecipato ‘venti anni fa o giù di lì’ ad un concerto di Guccini al palasport di Bologna. Lui come fan sfegatato e speranzoso di sedurre Lei; lei completamente priva di qualsiasi conoscenza gucciniana e assai mal disposta all’evento cui deve partecipare suo malgrado, per non ferire Lui. La narrazione procede parallela e serrata, le sensazioni reciproche descritte sono intervallate e sottolineate dalle varie canzoni classiche e non del Poeta di Pavana. Il tono è quello della commedia, ilare, ma al tempo stesso sincero e profondo.
Dopo il concerto nulla sarà più come prima, ma non per quel che capiterà tra loro, cioè nulla, ma perché Lei sarà intellettualmente ‘illuminata sulla via di Damasco’ e Lui capirà dove concentrare in futuro le proprie energie di uomo e studente. Descrivendo teatralmente ‘Quello che non…’ è successo tra i due protagonisti il tentativo è quello di far emergere ‘per contrasto’ due storie lontane in una sola coinvolgente narrazione, cercando di emozionare un pubblico immerso nel vortice, narrativamente coerente, delle canzoni del Maestro reinterpretate ed eseguite da tre grandi musicisti, uno dei quali (Manuzzi) storico componente della band che ha accompagnato negli ultimi 25 anni Guccini nei suoi memorabili concerti in giro per l’Italia.

 

 

5-7 maggio 2017

L’ULTIMA MADRE

drammaturgia e regia Giovanni Greco
con Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia, Lorenzo Parrotto
Musiche Daniela Troilo
Teatro ‘Vittorio Emanuele’ di Messina
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’
Associazione culturale DAF
In collaborazione con Biblioteche di Roma
e Corso di Studi DAMS Università Roma tre

Dal romanzo-inchiesta L’ultima madre di Giovanni Greco nato sul campo a Buenos Aires sul tema dei desaparecidos argentini, e nello specifico su quello dell’identità negata, nasce lo spettacolo, prodotto dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la collaborazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ e della Compagnia DAF – Teatro dell’Esatta Fantasia, che dopo aver debuttato a Messina con la regia di Giovanni Greco e le musiche di Daniela Troilo, interpretato da Ilaria Genatiempo, Vittoria Faro, Ilenia D’Avenia e Lorenzo Parrotto, viene presentato al Teatro Vascello di Roma dal 5 al 7 maggio.

Scorrono in parallelo, due storie, asimmetriche nel tempo e nello spazio, ma intrecciate indissolubilmente: la vicenda esemplare di una madre-nonna de Plaza de Mayo, Maria Fernandez, casalinga semianalfabeta che diventa, per necessità, una militante rivoluzionaria, arrestata, torturata e esiliata, perché cerca prima i suoi figli, quindi i nipoti, fatti scomparire per motivi politici dalla dittatura della giunta militare argentina di fine anni ’70-primi anni ’80 del secolo scorso.
Accompagnato dalle musiche e le canzoni di Daniela Troilo, la storia di Maria, alla ricerca dei figli e poi dei nipoti, s’intreccia con quella di Mercedes, madre “usurpatrice” e della sua famiglia, il cui dominus è Ignacio Mendoza, vero e proprio burattinaio nascosto di entrambe le storie.

Come accadeva spesso in Sudamerica in quegli anni, i figli dati alla luce in cattività dai ‘sovversivi’ vengono affidati, piccolissimi, a famiglie di militari, in questo caso la famiglia Mendoza, nella quale, Mercedes, l’unica figlia, è sterile. Pablo, Miguel, figli di Maria, e Irene, fidanzata di Pablo, catturati dai militari, vengono eliminati, Irene non prima di aver dato alla luce due gemelli, che crescono come Ignacio Guillermo (detto Nacho) e Maria Magdalena (detta Mari), in una famiglia che non è la loro, all’oscuro di tutto per molti anni, fino ad arrivare alla tragica scoperta della propria vera identità.

Lo spettacolo unisce ai protagonisti del romanzo personaggi realmente esistiti, responsabili delle persecuzioni che vengono interrogati in scena, sulle note del tango di Anibal Troilo rielaborate da Daniela Troilo.
Come nel romanzo, anche nello spettacolo le due storie di Maria e Mercedes, asimmetriche nel tempo e nello spazio, sono intrecciate indissolubilmente tanto che l’una racconterà al pubblico la storia dell’altra.

Ad oggi 117 sono i nipoti ‘recuperati’ grazie al lavoro straordinario delle Nonne di Plaza de Mayo e che attende ancora centinaia di bambini e bambine, oggi uomini e donne, dispersi forse anche in Italia, privati del ‘diritto di assomigliare a sé stessi’, di avere un’identità vera e non ingannevole, una vita autentica e dissequestrata.

“Lo spettacolo è un lungo travaglio che cattura nell’attesa fino all’ultima scena.  – spiega Giovanni Greco – Accoglie il pubblico una Maria ormai vecchissima che appare magicamente e simbolicamente incinta. Una gravidanza che contiene tutti gli orrori subiti e le speranze dei protagonisti. Ho voluto alternare le due storie con personaggi realmente esistiti non presenti nel romanzo come un medico e un prete che hanno realmente avuto responsabilità nelle persecuzioni. Lo spettacolo come il libro è dedicato a chi resiste senza speranza, perché con le parole di Ghiannis Ritsos forse è proprio là che comincia la storia umana e, come la chiamano, la bellezza dell’uomo”.

 

 

Annunci