Zucchero: 13 buone e 13 cattive ragioni… Top e Flop artistici della carriera di Zucchero

Il brano scelto come singolo dal nuovo disco Black Cat “13 Buone Ragioni” riporta un tema sensibile riguardo la carriera di Zucchero in primis, e in seconda battuta sulla scelta della promozione attorno all’artista.

Infatti dall’album “Shake” in poi è stata evidente una grossa flessione della sua produzione discografica, non aiutata dalla scellerata scelta dei singoli radiofonici. A ben vedere infatti, dopo il successo clamoroso di “Baila (sexything)” e il delizioso video di “Ahum”, come brani di punta sul mercato sono stati lanciati: “Il grande baboomba”, “Bacco perbacco”, “Vedo nero”, “Partigiano Reggiano”, e ora “13 buone ragioni”.

Ebbene, ditemi quali di queste canzoni possa essere considerata all’altezza della sua fama, oltre che ricordabile per un successo di massa. Nessuna.

Eppure, a sfogliare i dischi successivi a “Shake”, ce ne sono di canzoni bellissime. Canzoni rimaste talmente sconosciute alla massa, da far pensare che evidentemente un qualche problema di marketing c’è stato e c’è ancora.

Non che in precedenza grandi brani di Zucchero non siano stati dimenticati e mai proposti, ma questo accade con tanti artisti, dove alcune “chicche” rimangono praticamente come gemme per i fans e per i concerti e sconosciute ai più. Ciò che lascia inquieti è piuttosto la costanza nel MAI proporre il meglio di Zucchero e magari lasciar passare invece il peggio dei suoi dischi… come se la qualità non piacesse.

Ad ascoltare “Black Cat” probabilmente il brano peggiore era proprio “13 buone ragioni”, demenziale nel testo a livelli inaccettabili (e se qualcuno mi paragona i testi passati di Zucchero con questo significa che non capisce nulla né di metrica né di poetica, visto che dal “funky gallo” al “datemi una pompa” i giochi di parole e gli intrecci testuali erano da scuola di musica per chi studia rock), e nulla dal punto di vista musicale, basata infatti su uno stesso identico ritmo per tutto il brano, senza risvolti decisivi, armonici e melodici, con 4 note di piano buttate lì, che rifuggono invece dalla capacità passata di Zucchero di creare riff ed assoli nei suoi brani.

Eppure quale è in singolo dell’estate? Proprio questa nullità. E poco importa se nello stesso disco c’è un pezzo come “La Tortura della Luna” che se lo mangia per suono e intensità, e poco importa se nell’album Black Cat ci sono delle ballate di rara intensità come “Fatti di Sogni”, “Love Again” (questa particolarmente orecchiabile anche per il mercato radiofonico, ma a cui viene misteriosamente preferita questa nefanda “13 buone ragioni”) e “Hey Lord”.

Così come successe con Fly, brani bellissimi come “E di grazia plena” e “Let it shine” sono rimasti nel cassetto, e in Chocabeck la title track, “Soldati nella città” e soprattutto “Oltre le Rive” sono rimaste nel giro dei fans senza mai arrivare alla massa. Mentre l’infausta “Vedo Nero”, dove si canta una frase tremenda come “come disse il pesce infarinato sono fritto”, viene proposta alle radio, con irreversibili effetti di disgusto sugli ascoltatori.

Ecco che quindi offriamo 13 buone ragioni per ascoltare qualcosa di Zucchero, e 13 cattive ragioni: 13 brani da ascoltare con curiosità mai proposti come singoli, e 13 brani che dovrebbero farvi venire il diabete per quanto indigesti e obiettivamente brutti di Zucchero Sugar Fornaciari.

13 CATTIVE RAGIONI:

1- Oro e Blues

 
Al primo posto in assoluto tra le canzoni peggiori proposte da Zucchero, per fortuna non come singolo in questo caso, c’è “Oro e Blues”, un brano tirato giù come inedito nel doppio disco “Live in Italy”, continuamente fuori coro rispetto al valore del live, prodotto male, suonato peggio, e completamente vuoto per suoni, testo, produzione. Ascoltare per credere alla sua bruttezza.

 

2- Il Grande Baboomba

Senza dubbio la più grande delusione della sua carriera. Lanciato come singolo dell’unico disco di duetti di Zucchero Sugar Fornaciari, dopo trent’anni di leggendarie collaborazioni, va a fuorviare totalmente il senso del disco. Nel 2004 Zucchero decide di raccogliere in un disco canzoni suonate e cantate con Miles Davis, B. B. King, John Lee Hooker, Eric Clapton, Brian May, Dolores O’ Riordan… e la granda banda di scienziati attorno a Zucchero cosa fa? Lancia un brano cantato da solo e mixato con Mousse T. che oggi nessuno manco sa chi sia. Un brano dove canta “La rumba e la tromba, che rumba e che tromba, il grande baboomba”, oppure “Sono un fenomeno sai perché? Tiro cioccolata, molta cioccolata yeah”, e dove la musica nega praticamente tutto lo Zucchero che conoscevamo in precedenza. Imperdonabile.

 

3- Quale Senso Abbiamo Noi

Insulso inedito fuori contesto infilato nel live “Una Rosa Blanca”, gli è anche costato una causa per plagio. Il brano ha delle rime stucchevoli, ed è lontano per suoni e armonia dal vero Zucchero. Vuoto, senza nulla dentro, e un bridge imbarazzante “andate via, spiriti, rose e spine sulla fronte mia, liberi!”. Archi esagerati, zero di quel “Blues” che ha reso Zucchero quello che è. Ad oggi è ancora un mistero su come si possa promuovere un live basato sulla meravigliosa band de “La Sesiòn Cubana” (la migliore da Spirito Divino in poi) con questo pezzo che incarna l’esatto opposto di quel mood.

4- Spicinfrin Boy

Inutile pezzo presente in Chocabeck, non starebbe in nessuno dei suoi precedenti dischi, e lancia il segnale, evidente, che ormai Zucchero soffre di una carenza di vena artistica e di idee sulle nuove canzoni, inserendo per la prima volta qualche brano da puro riempitivo. “Spicinfrin boy” rimane davvero anonima, oltre che il titolo incomprensibile se non si va a leggere qualche intervista online.

5- Un Uovo Sodo

Sulla stessa linea della precedente canzone, un pezzo da riempitivo per il disco “Chocabeck”, anonima e piatta, con 3 accordi che son tra l’altro uguali a “Che Peccato Morir”. Inquietante la ripetizione nella forma e nell’armonia di due brani all’interno dello stesso disco. Chocabeck rimane ad oggi il suo disco più debole, per quanto come vedremo nelle “13 buone ragioni”, presenta qualche pezzo rimasto sconosciuto ma memorabile.

 

6- Una Carezza

No ci sono dubbi che gli inediti per le raccolte non gli portino particolare fortuna… Anche “Una Carezza” fa parte degli inediti per il disco “Live in Italy”, e funge da mero riempitivo per un episodio discografico che arriva nel pieno della sua carenza di vena creativa. Come dire: i tempi in cui in una raccolta c’erano inediti come “Menta e Rosmarino”, “Eppure non t’amo” e “Niente da Perdere” sono lontani.

 

7- Pippo con Tom Jones

Ditemi maggiore occasione persa di questa. Hai l’occasione di fare un brano storico come Pippo con una delle voci più straordinarie della musica mondiale… e cosa fai? Riduci tutto il Soul e il Blues di quel pezzo a un beat da discoteca che annulla l’arrangiamento e il senso stesso di quel brano. Pippo in questo duetto inserito in “Zu and Co.” è un insulto al modo di fare musica di Zucchero, e ne decreta definitivamente l’abbandono alle assurde logiche del mercato, adattandosi a proposte indecenti del momenti. La perdita di sé stesso.

8- Così Celeste in “La Sesiòn Cubana”

L’operazione fatta su “Così Celeste” in “La Sesiòn Cubana” è imperdonabile: annullata nell’arrangiamento, cambiata nella tonalità in studio senza manco essere ricantata, appiattita da un arrangiamento inutile. Dovete veramente ascoltare questo brano e paragonarlo con l’originale, per capire che Zucchero, a più di 20 anni dalla scrittura di quello storico brano, ha perso il timone della barca e non sa più dove sta andando. E’ davvero un peccato per tutti coloro che hanno amato la meravigliosa strada percorsa da Sugar fino al 2000 circa.

 

9. Io Vivo in Te con Bryan Adams

Come direbbero a Roma: una vera e propria zozzata. Proposta anche questa in “Zu And Co”, Zucchero acquisisce il diritto di riprendere “I’m ready” di Bryan Adams nella versione “Unplugged”, e cantarci sopra tipo Karaoke. I due di fatto non duettano, ma nel suo disco viene proposta questa canzone (https://www.youtube.com/watch?v=aQC91K-IohQ) con delle parti sovraincise in italiano da Sugar. Come si fa a spacciare per inedito un pezzo registrato in totale altro contesto e sovrainciso anni dopo manco stessimo giocando con gli amici a casa? Una offesa per chi acquista l’album una presa per il culo a sé stessi e alla propria serietà.

 

10. 13 Buone Ragioni

Ovviamente non poteva mancare questo infausto episodio della sua carriera. “!3 buone ragioni” tratto da Black Cat è il peggior singolo mai proposto sul mercato, incapace di incarnare il valore di Zucchero, e con la totale assenza di ciò che lo ha reso famoso: il sound, l’arrangiamento, la costruzione di qualcosa di articolato, intenso, vero. Pensate a “Il mare impetuoso”, a “Olsmm”, a “Con le Mani” e persino a “You Make me feel Loved” o “Baila”, dove pur cambiando stile era riuscito a proporre qualcosa di alto ed emozionante, e non solamente commerciale. Questa è semplicemente una brutta canzone.

11. Vedo Nero

Altro brano proposto da Chocabeck, Vedo Nero ha la peggior metrica proposta nelle sua canzoni, e un sound copiato a “Gotta Feeling” di Black Eyed Peas. La metrica inguardabile si vede soprattutto al passaggio “come disse la marchesa camminando sugli specchi” e a “come disse il pesce infarinato sono fritto”, mentre il sound dance e il ritmo preso da “Gotta Feeling” si presenta per tutto il brano con il picco sul bridge “ora, che ore solo ora, è l’ora di ieri sera, ora, e qui si balla ancora” e il corrispettivo bridge del pezzo citato. Insomma, Zucchero che si mette a riproporre un pezzo talmente commerciale come “Gotta feeling” e abbandonando ancora una volta tutto ciò che incarna la sua personalità, è davvero indigesto e sgradevole. Rimane comunque il fatto che dal vivo e nella versione de “La Sesiòn Cubana” il pezzo proprio per il grande ritmo diventa gradevole e divertente. Ma una cosa è la critica sulla musica che fa, un’altra è la voglia di divertirsi e assistere a un suo live, sempre coronato da grandissimi musicisti e trascinante per energia e qualità del suono.

 

12. Un Zombie à le Intemperie (di e con Alejandro Sanz)

Questa canzone per fortuna no è di Zucchero, ma fatto è che il duetto in questione è tra i più inutili mai visti e sentiti, e il lancio in Italia è stato un fiasco. D’altronde, come si fa ad accettare che Zucchero a 60 anni e con quella carriera alle spalle canti brani di una simil demenzialità?

13. Bacco Perbacco

Le vere oscenità della carriera di Sugar sono finite, ed ecco perché tra le 13 cattive ragioni entra una canzone come “Bacco Perbacco”, che non è certo brutta, ma che però può essere presa come emblema, di un inizio chiaro di mancanza di vena creativa. Un ripetere sé stesso, un essere vittima di un personaggio goliardico che porti sempre quel “sesso e vino”, che caratterizza il suo personaggio. “Bacco Perbacco” fu il primo singolo lanciato da quell’album, “Fly”, e se si è passati negli anni da “Per Colpa di Chi?” a “Blu”, da “Baila” a “Bacco perbacco” come primo singolo, qualcosa sicuramente è successo. Un percorso di mancanza creativa che passa per “Vedo Nero” e continua con “13 Buone ragioni”, sperando Sugar possa presto riappropriarsi di sé stesso, e capire chi veramente è oggi e che cosa vuole fare degli ultimi anni della sua carriera, visto che la biologia purtroppo non è un’opinione, e prima o poi la vita artistica e non termina. Speriamo Sugar possa identificare sé stesso oggi, e far ciò che gli piace, senza rincorrere la hit da radio rimanendo vittima del suo passato.

LE 13 BUONE RAGIONI

 

1- Dopo di Noi

Che dire di questo brano meraviglioso contenuto in “Bluesugar”? Strofa con Zucchero alla batteria e con una interpretazione vocale probabilmente senza equali. Per la prima volta forse dopo “Madre Dolcissima” Sugar rimette la gola nelle sue canzoni, nell’incredibile finale “Spero che ami, con tutte le unghie” che sa di struggente ed emotivamente insuperabile. L’assolo di Corrado Rustici in acustica è sublime.

2- Miss Mary

Rispolverata a sorpresa in un tour dopo 20 anni (in tour di “All the best”) è un brano interamente cantato in inglese presente anche nella versione italiana di “Miserere”, il cui testo è di Elvis Costello. Un testo immaginifico e “astrale”, lontanissimo dalle corde di Sugar e che ad oggi rappresenta forse la più grande chicca della sua discografia ufficiale, fuori quindi dalle collaborazioni “extra” per singoli speciali, esibizioni live e duetti.

3- Pene

Che in “Miserere” ci siano tantissime chicche si sa, e non a caso è l’album più amato dai fans di Zucchero, quei fanatici cioè che lo seguono dagli inizi. Miserere è il disco più strambo di Zucchero, pieno di sonorità acide e sorprese negli arrangiamenti e nei testi. Unico leit motiv col passato la produzione di Corrado Rustici, che sembra garantire almeno a quei tempi una certa qualità sonora e un forte accento Blues. In Pene ci sono delle ritmiche pazzesche, dei suoni elettronici sorprendenti – che entrano per la prima volta nei suoi album, per poi riprenderli in “Bluesugar” – e uno dei migliori assoli della sua intera discografia dagli anni ’80 ad oggi.

4- Iruben Me

Oro Incenso e Birra è forse l’album di maggiore successo di Zucchero e uno dei più venduti nella storia della musica italiana, eppure in mezzo a tanti singoli c’è uno dei brani più belli della sua carriera. “Iruben me” è un viaggio musicale e non una canzone liberamente Pop. Ha ampio respiro, nel suono, nella melodia, e nei risvolti finali. Un altro di quegli assoli che hanno reso all’epoca Sugar uno dei musicisti più amati anche dai musicofili, tanto che l’esibizione di Andrea Braido al Cremlino di Mosca è ancora oggi una delle più citate nell’ambiente dei chitarristi italiani.

 

5- Senza Rimorso

Anche Spirito Divino ha avuto molti singoli di successo, eppure la chicca “Senza Rimorso” è rimasta sconosciuta ai più. Testo di Alberto Salerno, che ha firmato anche un brano come “Donne”, musica fuori dai canoni radiofonici, e per questo mai veramente edita come singolo. Anche nella versione inglese “Come in Love”, funziona, e chissà che Sugar un giorno esibirà questa canzone dal vivo, finora mai suonata, nemmeno al tour di Spirito Divino.

 

6- Oltre le Rive

Nella mediocrità del disco “Chocabeck” ci sono due capolavori: uno è stato “Un Soffio Caldo”, con testo di Guccini e proposto come singolo e con relativo video (ingiustamente ignorato dai principali canali, eppure valevole), l’altro è “Oltre le Rive”, brano di ampissimo respiro, con una ritmica degna dei brani di Tom Waits, un arrangiamento acustico reso al massimo dalla produzione di Don Was, e un testo degno del miglior Zucchero, particolarmente ispirato ed evocativo.

 

7- E Di Grazia Plena

“Niente ho, ma è più di quel che hai, niente so, ma è più di quel che sai, niente ho, ma so che ho lei… Sola e mia, e di grazia plena, mia fortuna, e Madonna vera”. Basterebbero queste parole per sottolineare la bellezza di questa preghiera gospel di Zucchero, che mette nell’album Fly questa perla, ma che come tutte le altre chicche del suo repertorio, rimane sconosciuta ai più. Contrabbasso e pianoforte sono il top, e la voce bassa e cavernosa di Zucchero un piacere per gli amanti delle voci sporche.

8- I Tempi Cambieranno

Chiude un album controverso come Bluesugar, ma come tutti gli album meno apprezzati e conosciuti, abbondano le chicche. In questo pezzo Corrado Rustici torna ad offrire un tocco vecchio stile, ricordando gli arpeggi e gli armonici dei primissimi dischi di Sugar. Anche il tema, sull’amicizia profonda, sembra ricordare “Nuovo meraviglioso amico”, e chissà che questo stupendo brano sia in cuor di Sugar anche nato come una ulteriore dedica verso il suo mentore musicale Joe Cocker. Melodia accattivante, e testo degno dei grandi autori storici italiani, fanno di questo pezzo uno dei più belli e nascosti della carriera di Zucchero.

9- Nella Casa C’era

Ancora oggi “Nella casa c’era”, nonostante soffra del sound anni ’80 dell’epoca di “Rispetto” è una delle canzoni più belle a 360 gradi di Zucchero, per armonia, melodia e testo. Sarebbe curioso sapere cosa sarebbe di un pezzo con tanto materiale dentro riarrangiato e riprodotto come si deve.

 

10- Come L’Aria

Nel gioco delle “chicche da riarrangiare”, rientra sicuramente “Come l’aria”, presente nel primissimo album di Adelmo Fornaciari, “Un po’ di Zucchero”. Infatti qui i suoni sono davvero troppo antichi per essere credibili oggi, eppure le parole e la melodia ariosa e divinamente interessante, reclamano giustizia e necessità di un riarrangiamento e una riproposizione oggi. Il pezzo è armonicamente uno dei più interessanti del primo Zucchero, e non farebbe certo male a un artista in crisi di ispirazione ritrovare le tracce del suo passato, come del resto hanno fatto tutti i grandi, da De Gregori a Battiato.

11- Stasera se un Uomo

E’ curioso come personalmente ad ogni compilation che faccio a qualche amico su Zucchero inserisco questo pezzo preso da “Zucchero & Randy Jackson Band”. Trovo difatti il testo e la melodia davvero qualcosa di molto interessante, e se pensiamo ai tempi che erano, profondamente attuale anche oggi. Anche questo pezzi chiede giustizia, chissà che Zucchero trovi presto una buona ragione per riproporla…

12- Eppure non t’amo

Altro brano difficile da escludere nella selezione di una ipotetica “Top 18” di Zucchero, “Eppure non t’amo” con le sue chitarre graffianti e il suo testo struggente è rimasta una delle canzoni più nel cuore dei fans di Zucchero. Forse difficile da riproporre dal vivo oggi, perché particolarmente faticosa per la voce. Resta che a livello di studio questa canzone del 1997, inserita come “inediti” nel “best of”, rimane una delle più belle mai incise dal Nostro.

 

13- Fatti di Sogni

E se ancora non siete abbastanza arrabbiati di sapere che Zucchero ha scritto tante belle canzoni ma che la massa ignora, allora provate a sentirvi “Fatti Di Sogni”, tratta dall’ultimo disco “Black Cat”, dove come singolo le sono state preferite canzoni mediocri e insulse, invece di proporre qualcosa di veramente ispirato. Sentire per credere…
Federico Armeni

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