Carmen K di Monica Casadei: musica, danzatori, scena e regia di ammaliante piacevolezza

E mentre il sangue lento usciva
e ormai cambiava il suo colore,
la vanità fredda gioiva,
un uomo s’era ucciso per il suo amore.
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallalero
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato
quando a lei niente era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.

F. De André

Carmen_casadei_dorliguzzo

 

La Carmen di Bizet rivista in chiave contemporanea dalla coreografa Monica Casadei e con la sua compagnia di magnifici danzatori e interpreti, coadiuvati oltre che dall’Orchestra Stabile del Comunale di Bologna diretta da Tonino Battista da un quartetto di Dj che si alterna sul palco e crea un tappeto sonoro dance feroce e conquistatore, è una autentica potenza nonché un piacere per chi la guarda.

Al teatro Comunale di Bologna abbiamo assistito a uno spettacolo double face per stile e diversità scenica e sonora, ma accomunato dalla cosa più importante: la qualità.

Se infatti la prima parte è articolata secondo 4 mini atti musicati da 4 dj differenti, e la seconda segue l’esecuzione di 57 minuti dell’Orchestra di Carmen Suite di Schcredin, la grande danza tirata fuori dalla Compagna Artemis uniscono il tutto nel segno della bellezza.

Non che non ci siano difficoltà e palesi ostacoli da superare per la messa in scena che Monica Casadei ha immaginato in maniera alta e pretenziosa. Ma pretendere molto da sé e dai propri danzatori è proprio ciò che permette di fare uno slancio in avanti, e non accontentarsi di ciò che già si è acquisito in passato. Infatti l’artista Ferrarese ad oggi vanta decine e decine di produzioni e di collaborazioni internazionali, e continuare a fare il proprio lavoro con questo entusiasmo è encomiabile.

Un entusiasmo che arriva sin dai primi movimenti sulla scena di una sua ballerina, che vuole come in una sorta di introduzione, dare origine alla Carmen, alla sua presenza: l’essere Donna, o forse per meglio dire nel caso di questa esecuzione, Femmina. Una divisione semantica che nella società conta molto, quella tra Donna e Femmina, ma che tutto sommato nella contemporaneità sembrano unirsi per dar vita a un essere sì indipendente e capace di emanciparsi, ma comunque in grado di sentirsi legata alla sua natura selvaggia, ammaliatrice, conquistatrice, e purtroppo (forse…) traditrice.

La musica dei musicisti ai piatti diventa subito protagonista, insieme alla meravigliosa immagine di una Carmen che con il suo respiro dà origine dal suo addome agli uomini che presto sedurrà, userà, amerà, tradirà. Degli uomini presenti, selvaggi, anch’essi liberi. Una libertà del movimento che ammalia e attrae, e che con la musica energica e avvolgente prende una forza emotiva gigantesca, capace di aggredire e sbattere il pubblico dalla e sulla propria seggiola.

Una seggiola scomoda, per quanto le vibrazioni del corpo si fanno echeggianti dinanzi a tanta danza così forte. Le danzatrici che via via si alternano sulla scena rappresentano una donna nelle varie forme, seducente e sedotta, regina e serva, ma anche aggressiva e devastatrice più che docile e affabile.

Nello splendido terminare del primo Atto di “Carmen K”, con un climax che porta il pubblico a un caldissimo applauso manco lo spettacolo fosse già finito, c’è tutta la capacità della coreografa di ideare qualcosa che sia sì di qualità e innovativo, ma soprattutto attenta all’occhio del pubblico. Perché emozionare, o quantomeno immaginare e sperare di farlo, è sempre l’intento più nobile di qualsiasi artista.

Un intento che va da sé seguendo queste musiche bellissime e questi corpi danzanti che sono un piacere per chi li guarda. Il secondo atto infatti snocciola la meravigliosa composizione classica di Shchedrin (https://www.youtube.com/watch?v=pBse_7QMyKU), che ha rivisitato l’opera di Bizet e resa più gestibile e moderna. L’orchestra dal vivo poi è sempre un punto in più nella valutazione di uno spettacolo, perché una cosa è danzare su un disco registrato, una cosa è farlo con l’elemento umano ben visibile sul palco. Una sorta di bios al quadrato, un elemento di vita che rende la meccanica più avvincente e persuasiva. Un corpo d’altronde vibra maggiormente di fronte alle onde pure di un violino o di uni xilofono. E’ questione di elemento vitale, imprevedibile, imprevisto, rispetto a tutto ciò che è già previsto e confezionato.

I 57 minuti dell’esecuzione musicale passano attraverso momenti drammatici del corpo insieme a quelli più esplosivi. La danza segue il timbro degli strumenti, secondo una classicizzazione dello stile contemporaneo che piace e compiace, visto il contesto del Teatro storico del Comunale di Bologna. L’opera della Casadei tende a riappacificarsi con la natura del luogo, senza violentarlo. Se nella prima parte c’è un contrasto fortissimo, nella seconda sembra come che i corpi e la scena seguano le vibrazioni del teatro. Anche questo un elemento a mio avviso fondamentale, poiché se c’è una orchestra dal vivo in carne ed ossa, se ci sono delle mura, dei tetti, dei balconi, delle luci, degli affreschi, intrisi di glorioso passato, e c’è un pubblico che è in simbiosi con quell’ambiente, è di preziosa importanza avere la sensibilità di sposare il proprio lavoro con il contesto.

Nelle brucianti sensazioni che la protagonista Carmen ci regala nel finale, rialzandosi dopo la violenza subita e riarruolando tutti gli uomini a sé con delizioso compiacimento e infernale brama di vanità, si chiude uno spettacolo di primo livello, di quelli che fanno bene agli spettatori, per capire che l’arte è viva, e continua ad andare avanti, nonostante tutto e tutti.

 

Federico Armeni

 

 

 

*Carmen K foto Maria Chiara Freschi

 

Carmen K (Kimera) nuova creazione coreografica di Monica Casadei per la Stagione 2016 Teatro Comunale di Bologna

Una commissione del Teatro felsineo che unisce musicalmente la celebre suite di Ščedrin con le musiche di Bizet interpretate da cinque dj; in scena dall’8 al 13 aprile.

Il secondo appuntamento con la danza nella Stagione 2016 del Teatro Comunale di Bologna è venerdì 8 aprile (ore 20.00) con Carmen K (Kimera), una nuova commissione a Monica Casadei e ad Artemis Danza, compagnia in residenza artistica al Comunale.
Doppio binario musicale per questa nuova creazione: nella prima parte “carta bianca” ai giovani Dj che reinterpreteranno liberamente, ognuno col proprio stile, i brani più celebri della Carmen di Bizet mentre nella seconda parte l’Orchestra del Comunale diretta da Tonino Battista eseguirà la celebre Carmen Suite di Ščedrin.

“Una storia, mille storie uguali a loro stesse che si ripetono nei secoli – sottolinea Monica Casadei – Carmen K selvaggia, passionale, istintiva e sensuale, libera di amare e di esistere. Libertà uguale morte annunciata. Istinto primordiale di esistere, essere profondamente veri contro dominio, possesso, prigione. Il risultato è già scontato: difficile e dolorosa la vita di un essere libero e coraggioso, ma non c’è scelta. O vince la legge interiore, quella dell’anima o è preferibile la morte. Andare “incontro” e non più “contro”, il nostro aguzzino, è l’unica scelta? È possibile un’altra via? Le tante Carmen della società di oggi, possono non morire più”.

Di origine ferrarese e laureata in Filosofia con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi al The Place di Londra, infine a Parigi dove si trasferisce sul finire degli anni ‘80. Qui, decisivi nel suo percorso formativo, in particolare, i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz, così come le contaminazioni derivate dalla pratica delle arti marziali: frequenta a Parigi l’Académie des Arts Martiaux et Arts Contemporaines diretta da André Cognard Hanshi So shihan, consegue il grado di 2° dan di Aikido e il diploma di insegnamento di Aikishintaiso all’Académie Autonome d’Aikido Kobayashi Hirokazu. Nel 1994 fonda in Francia la Compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 e dal 1998 al 2007 è in residenza al Teatro Due-Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia. Da maggio 2014 Artemis Danza è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Ad oggi la Compagnia ha realizzato oltre trenta creazioni firmate da Monica Casadei, cui si affiancano le coreografie per numerosi spettacoli teatrali e d’opera lirica, la promozione di opere di giovani autori e numerose iniziative formative, nella duplice accezione di perfezionamento professionale per danzatori e attori e avvicinamento ai codici della danza per il più vasto pubblico. La Compagnia Artemis Danza è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Parma; per numerosi progetti all’estero dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura e Cultura d’Europa. Nel 2007 è inoltre membro del WDA-World Dance Alliance Europe sotto l’egida del IDC-ITI/UNESCO.

I biglietti (da 10 a 75 euro) sono in vendita sia online sul sito http://www.tcbo.it sia presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna.
Carmen_casadei_dorliguzzo2

Interpreti

Orchestra e tecnici del TCBO Ideazione e Coreografia Monica Casadei Direttore Tonino Battista Musiche Primo Tempo: DJ Kollision – Carmen K: 5 Carmen short format, 5 giovani DJ remixano la Carmen di Bizet Secondo tempo: Carmen Suite – Rodion Ščedrin Esecuzione musicale dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
In collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo/Teatro Signorelli di Cortona e Shape/roBOt Festival

13035632_10153821419589191_2017535879_o

MONICA CASADEI E ARTEMIS DANZA

Di origine ferrarese e laureata in Filosofia con una tesi su Platone e la danza, Monica Casadei, dopo una carriera agonistica in ginnastica ritmica, si dedica allo studio della danza classica e moderna, prima in Italia, poi al The Place di Londra, infine a Parigi dove si trasferisce sul finire degli anni ‘80. Qui, decisivi nel suo percorso formativo, in particolare, i coreografi Pierre Doussaint e Isabelle Doubouloz, così come le contaminazioni derivate dalla pratica delle arti marziali: frequenta a Parigi l’Académie des Arts Martiaux et Arts Contemporaines diretta dal maestro André Cognard Hanshi So shihan, consegue il grado di 2° dan di Aikido e il diploma di insegnamento di Aikishintaiso all’Académie Autonome d’Aikido Kobayashi Hirokazu. Nel 1994 fonda in Francia la Compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997 e dal 1998 al 2007 è in residenza al Teatro Due-Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia. Da maggio 2014 Artemis Danza è in residenza artistica al Teatro Comunale di Bologna. Ad oggi la Compagnia ha realizzato oltre trenta creazioni firmate da Monica Casadei, cui si affiancano le coreografie per numerosi spettacoli teatrali e d’opera lirica, la promozione di opere di giovani autori e numerose iniziative formative, nella duplice accezione di perfezionamento professionale per danzatori e attori e avvicinamento ai codici della danza per il più vasto pubblico.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...