Battiato e Alice: nostalgia e modernità per due leoni della musica italiana

Orchestra classica e Band di matrice Rock per il ritorno di Battiato a Roma con una special guest di lusso, Alice. Amica di una vita e artista che ha seguito una strada alternativa a quella del main show business, si ritrova nel 2016 a regalare una di quelle serate che quantomeno danno l’opportunità di segnare un passo nel tempo, un momento storico, memorabile, incancellabile.

I rimpianti d’altronde rimangono tali finché i desideri non si realizzano, e il progetto dei due di tornare insieme sul palco era stato rimandato da molti anni. Vuoi oggi una minor produttività di Battiato a livello discografico, vuoi che l’artista siciliano sembra (proprio come cantava in una canzone: “lo sai che più si invecchia, più affiorano ricordi lontanissimi, come se fosse ieri?”) con la vecchiaia andare sempre più a ritroso nella sua carriera e nella percezione del mondo attorno a sé (sarebbe impensabile oggi un disco come “Gommalacca”, addirittura definito come una “vera caciara” in un recente live alle Capannelle di Roma), oggi è arrivato il momento di realizzare questo desiderio.

Con Angelo Privitera alle tastiere e programmazioni, Giordano Colombo alla batteria, Andrea Torresani al basso e Osvaldo Di Dio e Antonello D’Urso alle chitarre, e l’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Carlo Guaitoli, Battiato sceglie una scaletta che bypassa la sua carriera iniziata 50 anni fa con l’avanguardia elettronica, mettendoci dentro brani storici e riconosciuti dal grande pubblico insieme a delle chicche per pochi, di quelle che poi si va a vedere a casa per capire cosa fosse…
I duetti tra i due sono sicuramente la parte più emozionante del concerto, e il vero motivo per cui si è qui alla Conciliazione a cantare, a incontrarsi, a donarsi al pubblico.

L’età dei due commuove per forza di cose, perché non si può certo che chiedere di più a chi ha veramente dato tutto al pubblico e oggi ripiega inevitabilmente verso una fine, fisiologica, biologica, e forse anche intellettuale.

“Le nostre anime” è l’ultimo brano in ordine di tempo cantato da Battiato, eseguendolo in maniera commossa sul palco dell’auditorium Conciliazione. Così le parole recitano:

“Abbiamo attraversato una vita piena di cambiamenti
Abbiamo imparato a contemplare la Natura
E i desideri verso l’immaginazione
Le visioni arriveranno
Improvvise e impensabili
Riserviamo al cuore una lode
Il sole tramonta
E nasconde il raggio della sua conoscenza
Riprendiamo il sentiero con lo stesso cammino
Verso la stessa meta
Le nostre anime
Cercano altri Corpi in altri mondi
Dove non c’è dolore
Ma solamente pace,
e amore”

Come dire: se non è il sintomo più alto di una maturità raggiunta questo…

Federico Armeni

Battiato:
“L’era del cinghiale bianco”
“Lo spirito degli abissi”
“No time no space”
“Shock in my town”
“Le nostre anime”
“La canzone dei vecchi amanti”
“Povera patria”
“La stagione dell’amore”
“La cura”

Alice:
“Dammi la mano amore”
“Tante belle cose”
“Il vento caldo dell’estate”
“Per Elisa”
“Veleni”
“Il sole nella pioggia”

Battiato e Alice:
“Nomadi”
“La realtà non esiste”
“Prospettiva Nevski”
“Summer on a solitary beach”

Battiato:
“Gli uccelli”
“Segnali di vita”
“Cuccurucucù”
“Centro di gravità permanente”
“Bandiera bianca/Sentimiento nuevo (con Alice)”

Finale:
“Io chi sono” (solo Battiato)
“L’animale” (solo Battiato)
“Stranizza d’amuri” (solo Battiato)
“I treni di Tozeur” (Battiato e Alice)


(foto il resto del carlino)

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