Dalla bruttezza alla bellezza, Sol Picò racchiude in uno spettacolo (We Women) il brutto e il bello della danza contemporanea…

In W.W. (We Women) le coreografe e danzatrici Sol Picó, Julie Dossavi, Minako Seki, Shantala Shivalingappa, accompagnate dalla musica eseguita dal vivo da Adele Madau, Lina León e Marta Robles, portano in scena una riflessione collettiva sull’essere donne nel XXI secolo.

Controverso, inaspettato, fastidioso, sorprendente, piacevole… “We Women” è stato uno spettacolo ricco di contrasti sia in termini di meri contenuti, sia nella danza, sia nelle reazioni del pubblico.

Non c’è dubbio che per quanto il terz’ultimo appuntamento del Festival “Equilibrio” abbia deluso, rimangono comunque degli aspetti lodevoli e da rimarcare. Il pubblico è stato tiepido, se pensiamo al minutino striminzito di applausi con tanto di persone che si alzavano e se ne andavano durante questo pur breve riscontro.

Che “W.W” sia deludente lo dimostra soprattutto il fatto che le protagoniste offrono una prova molto fisica, e che le musiciste stesse sputino sangue e fuoco dalle loro anime in alcuni frangenti di musica dal vivo piuttosto forti, e nella mente delle coreografe emozionanti. Eppure, tutto ciò, non ha causato il calore forse da loro aspettato.

Il problema di ciò a cui assistiamo è sicuramente una totale incoerenza tra un momento e un altro successivo, quasi a dimostrare che più menti di spicco (e ciascuna delle protagoniste lo è) insieme non possono lavorare a una idea unica di spettacolo. Chissà che forse questa idea potesse invece essere sviluppata in quattro atti separati, permettendo a ciascuna delle protagoniste di esprimere non soltanto la propria qualità di danza ma anche e soprattutto ciò che volevano dire e trasmettere.

Gli assoli delle protagoniste sono il momento migliore di “W.W”, come anche i momenti di musica solitari, quelli più melodici e armonici, volti a dar corpo alla voce, alla chitarra e al violino in scena.

Prese singolarmente, le frasi dello spettacolo sicuramente non sono da buttare via. Come la regia non è brutta di per sé. Ma anch’essa semplicemente confusa.

Il fastidio generato all’inizio con un immenso polverone che si alza tra la platea e costringe molti alla tosse a coprirsi il volto, abbinato ai corpi informi e degradanti delle protagoniste, marcano una volontà di creare un punto di partenza della condizione della donna, vicina a quella degli animali. Le movenze da cane e gli abbai delle protagoniste, rimarcano appunto questo intento.

Poi la qualità del movimento prende corpo, di pari passo con una ambientazione più poetica e piacevole, lontana dal fastidio della polvere… La notte sembra regalare il momento più dolce e apprezzabile dell’intero spettacolo, e sia il solo di Sol Picò sia quello di Shantala sono una bella carezza per lo spettatore spazientito da uno spettacolo che fa fatica a volare, e forse mai lo fa.

Rimane quindi una serata in cui la danza contemporanea rimane una materia difficile da assorbire, ed è un peccato perché il Festival “Equilibrio” in questi anni aveva avvicinato tantissimo pubblico alla danza, dimostrando che questa può vivere di una piacevolezza e godibilità lontane dall’idea di pesantezza e illegibilità che in genere la gente ha verso questa materia.

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Federico Armeni

26/02/2016 Sala Petrassi ore 21:00
Fondazione Musica per Roma presenta
Sol Picó
“W.W. (We Women) ”

regia
Sol Picó

drammaturgia
Roberto Fratini

creato e interpretato da
Julie Dossavi, Minako Seki, Shantala Shivalingappa e Sol Picó
musiche composte e interpretate dal vivo da
Adele Madau, Lina León e Marta Robles
assistente alla regia
Verónica Cendoya
scene e coordinamento tecnico
Joan Manrique
luci
Sylvia Kuchinow
suono
Stéphane Carteaux
produzione
Pia Mazuela, Núria Aguiló Sol

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