Sanremo 2016, le pagelle del critico a tutti i brani in gara: canzone ed esecuzione

Quest’anno per valutare le canzoni del Festival di Sanremo abbiamo voluto dividere tra la canzone in sé, cioè la versione studio proposta alle radio e al mercato discografico, e l’esecuzione dal vivo. Perché se da una parte la versione dal vivo può emozionare e colpire di più del valore reale del pezzo, dall’altra può palesemente danneggiarlo.

Ecco che così vi regaliamo le nostre pagelle dei brani in gara, della canzone, e dell’esecuzione dal vivo sul palco dell’Ariston.

Noemi, La borsa di una donna
Canzone: 7
Esecuzione: 8
Già dal primo ascolto si capisce lo stile alla Loredana Berté del pezzo, sia nel testo che nell’esecuzione. La firma doc è di Marco Masini, e la cantante romana regala una interpretazione intensa e convincente. A mio avviso tra le favorite alla vittoria, anche se il sistema del televoto è una vera e propria palla impazzita.

Alessio Bernabei, Noi siamo infinito
Canzone: 4
Esecuzione: 6
Anche lui dal vivo non è male e ha un buon controllo della voce, ma la canzone è veramente povera, e il beat dance da spiaggia è davvero un guazzabuglio imperdonabile.

Enrico Ruggeri, Il primo amore non si scorda mai

Canzone 6,5
Esecuzione 6,5
Il brano punk – rock portato dallo storico cantautore italiano non è di difficile esecuzione, e l’arrangiamento è la sua forza. Un brano ritmato e orecchiabile, che potrebbe avere un buon successo.

Arisa, Guardando il cielo

Canzone: 5
Esecuzione: 6
Il brano è noioso e melenso, ma la voce di Arisa è indiscutibile.

Rocco Hunt, Wake Up

Canzone: 4
Esecuzione: 6
Un ragazzo giovane che porta qualcosa di insolito per il palcoscenico di Sanremo, simpatico e fresco a vedersi, ma sicuramente il pezzo sembra come una oliva sopra una torta.

Dear Jack, Mezzo respiro

Canzone: 3
Esecuzione: 6
L’impatto della giovane rock band c’è, e la voce del cantante è buona. Ma certo è che la canzone è quanto di più sentito al Festival, un brano che ripete mille altri brani già sentiti. peccato che proprio una giovane band porti qualcosa di vecchio.

Stadio, Un giorno mi dirai

Canzone: 8
Esecuzione: 5,5
Una volta i cantanti avevano successo anche soltanto con la forza delle idee e della creatività, mentre la voce poteva anche essere meno impostata dei canoni di canto. Ecco che il cantante degli Stadio soffre da sempre dell’esecuzione dal vivo, lasciando perplesso lo spettatore. La canzone è superiore alla media del Festival, e il pubblico sembra aver apprezzato sin dal primo ascolto. Chissà che vinca il Festival.

Lorenzo Fragola, Infinite volte
Canzone: 5
Esecuzione: 5
Un giovane nella voce e nell’apparenza, che porta un brano piuttosto classico, senza infamia e senza lode. La sua esibizione non è malaccio, ma certo ci si chiede quanti altri come lui ci siano in giro. Ci vorrebbe davvero qualcosa di più.

Annalisa, Il Diluvio Universale

Canzone: 5
Esecuzione: 7
Una voce indiscutibile, ma come per altri tanti giovani la difficoltà è quella di trovare un pezzo adatto a lei. Anche lei spreca la sua gioventù a cantare cose vecchie, apparentemente già sentito altre mille volte.

Irene Fornaciari, Blu

Canzone: 5
Esecuzione: 5
Addirittura alla quarta apparizione al Festival, un numero praticamente da veterano. Di questo passo supererà anche i più presenti a Sanremo nella sua storia. Fatto è che non sembrano esserci passi avanti per la figlia d’autore, che rimane sempre ferma al punto di partenza: Chi è davvero Irene? Con un’altra canzone anonima la risposta non è arrivata nemmeno stavolta.

Neffa, Sogni e nostalgia

Canzone: 4
Esecuzione: 4
Neffa può e deve fare molto di più. Sembra che sia venuto al Festival di Sanremo demotivato, o comunque non “dentro” il senso della gara. Canzone scialba, esecuzione superficiale.
Zero Assoluto, Di me e di te

Canzone: 7
Esecuzione: 5,5
Canzone in linea con il loro stile, che di certo non delude i loro fans. I suoni elettronici sono molto interessanti, ma dal vivo rendono poco. Canzone forse poco adatta al Festival, ma l’esecuzione risulta davvero un po’ moscetta. Peccato.

Dolcenera, Ora o mai più

Canzone: 5
Esecuzione: 6
Sinceramente da una cantante che ormai conosciamo alla grande, ci si aspetta qualche passo avanti. invece regala una canzone che ripete sé stessa, e dal vivo non fa altro che strillare con la sua vociona. Non basta.

Clementino, Quando sono lontano

Canzone: 6
Esecuzione: 6,5
Ci crede e la sua presenza sul palco si fa sentire. Il brano è qualcosa di differente, e il cantato napoletano è emozionante.

Patty Pravo, Cieli immensi

Canzone: 9
Esecuzione: 5
Purtroppo la sua voce è sparita, e dispiace davvero vederla cantare con quel poco diaframma che le è rimasto. Ma il pezzo è il migliore del Festival come scrittura, arrangiamento e testo. Firma di Federico Zampaglione, che si vede ci ha messo dentro tutto sé stesso.

Valerio Scanu, Finalmente piove

Canzone: 4,5
Esecuzione: 5
Un altro giovane nato vecchio. E’ veramente sconcertante vedere come un ragazzo di quell’età porti una cosa che assomigli più a Domenico Modugno piuttosto che a qualcosa di moderno e attuale. Ad ogni modo di certo non è che gli manchino le qualità di base.

Morgan con i Bluvertigo, Semplicemente

Canzone: 6
Esecuzione: 2
Beh presentarsi senza voce al Festival di Sanremo è come andare al ristorante senza soldi… roba da cacciarlo dal palco. Ma invece purtroppo Morgan si presenta sul palco completamente afono… forse perché parla troppo? Ad ogni modo il brano ascoltato nel disco non è male, in perfetto stile Bluvertigo, con buoni suoni e bella melodia. Ma l’esecuzione è davvero da arresti domiciliari.

Francesca Michielin, Nessun grado di separazione

Canzone: 6,5
Esecuzione: 8
Anche lei giovanissima non porta certo qualcosa di innovativo. Ma il pezzo ha un arrangiamento con degli ottimi suoni, e la sua voce è davvero piena e corposa, capace di modulare e di fare un morbido falsetto. Potrebbe essere una delle candidate alla vittoria, perché il brano si presta al secondo ascolto e potrebbe ammaliare il pubblico facilmente.

Elio e Le Storie Tese, Vincere l’odio

Canzone: 6
Esecuzione: 8
Il pezzo è un gioco sui ritornelli… e non è che si faccia apprezzare moltissimo, rispetto ai loro capolavori storici. L’esecuzione è come al solito esilarante, e chissà che la loro personalità possa portarli almeno sul podio.

Deborah Iurato e Giovanni Caccamo, Via da qui

Canzone: 3
Esecuzione: 6
Non gli manca la voce ai due ragazzi, ma il pezzo è davvero insopportabile, così uguale a migliaia di canzoni melodiche italiane da non capirne davvero il significato di questa presenza sul palco. Ma attenti perché al Festival questo tipo di duetti scialbi vengono premiati.

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Federico Armeni Clipboard01

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