Grazie, Burt Bacharach. All’Auditorium di Roma una serata storica con il Maestro americano

Con i suoi capolavori di punta, tanti omaggi e tante reintepretazioni, l’artista statunitense si è divertito a fare tutto ciò che gli piace davanti alla platea romana, entusiasta e commossa davanti alle movenze e alla voce strozzata di uno dei più longevi musicisti in vita.

Compiuti 87 anni a Maggio, il Maestro americano ha dato quella dimostrazione umana prima che artistica riguardo la forza di volontà, la passione, e le possibilità infinite che abbiamo nella nostra vita.

Le emozioni che ha regalato con melodie che hanno riempito tv e radio europee e americane per decenni, sono ovviamente il più grande regalo che ha donato nel passato Secolo, e oggi il nome e la voce di Burt Bacharach continuano ad ammaliare le platee mondiali con brani come “What the World needs now is love”, “Raindrops kee falling on my head” e “I’ll never fall in love again”.

Una serata di rare emozioni, una band giovane che ha dato energia e spessore ai suoi brani a volte così delicati e soffusi, da rendere di troppo persino un solo elevare la voce più del dovuto. La bellezza della sua musica è sempre stata nella scelta accurata degli arrangiamenti, e di quel concetto di “le note giuste al punto giusto” che ha portato avanti con estremo successo.

Un 11 Luglio storico, un’altra serata di quelle che soltanto la cornice degli scarabei di Renzo Piano sa dare.

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Federico Armeni

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