E’ uscito il secondo libro di Federico Armeni: “La Vita è il Viaggio Vol. 2”

E’ in vendita in tutti i circuiti nazionali e internazionali il nuovo libro di Federico Armeni. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito di riferimento: https://lavitaeilviaggiovol2.wordpress.com

Seguono degli estratti dal libro:

1- Non ci crederete: sono arrivato alla stazione di Santa
Clara. Ormai conosco il posto molto bene, so dove
scendere e dove andare per le informazioni da raccogliere
sulle mie papabili destinazioni. Le notizie sono pessime: il
primo bus per Matanzas è alle 6 del pomeriggio, e così per
Varatero. Per andare a Pinar del Rio c’è da passare per La
Havana, e non ci sono bus fino alle 5. Così armo un caos
per la stazione, cercando di capire la maniera per uscire da
là. Prima vado dai bus per cubani, che però rifiutano la
mia offerta di doppio pagamento perché le regole sono
queste, e i turisti non possono viaggiare sui bus per cubani,
garantiti dallo Stato e per questo super economici.
Insomma, il socialismo sì, ma solo per i cubani… Il turista
deve andare con la compagnia Viazul, e anche se sono le
9.45, dovrei aspettare sette ore lì. Secondo loro…

2- E’ difficile spiegare momenti come questo. Sono in uno
dei saloni della casa coloniale che mi ospita all’Havana.
Dopo la mia consueta camminata mattutina (alle 7 circa, a
volte anche prima), per godermi il raro fresco nelle
giornate accaldate del tropico cubano, sono tornato a casa
per le 10, mi sono docciato e messo al mio pc. Poi dagli
scaffali della libreria ho visto un libro “America central”, e
lo ho preso incuriosito. Sfoglio le pagine del libro. Nel
frattempo la radio nazionale trasmette della musica
meravigliosa a cura dell’Orchestra nazionale di Cuba,
passando da brani prettamente classici pianoforte e archi a
rivisitazioni di brani più moderni. Le finestre della casa
sono tutte aperte e entra una bellissima arietta. Per fortuna
oggi si è annuvolato, e il sole che ieri mi ha letteralmente
cotto – mandandomi sul letto a fare una siesta dall’una alle
tre – è nascosto dietro delle benedette nuvole. Il famoso
“frente frio”, di cui i cubani si riempiono la bocca per
spiegare questi saltuari annuvolamenti durante la stagione
“invernale”, è benedetto per un italiano che dopo quasi un
mese sull’isola a trenta gradi ha anche bisogno di una bella
rinfrescata alle ascelle!

3- Arriva quando non lo sai e non aspetti nulla, e interrompe
qualsiasi cosa abbia in mente di fare, persino uscire con
una ragazza amata. Devi chiamarla, e dire che non puoi
uscire stasera. E non potrai dare spiegazioni.
È il senso del viaggio.
Sono tornato a Roma da una ventina di giorni, da
Managua in Nicaragua direttamente a Roma passando per
Atlanta, U.S.A.
Il Mondo è diventato la mia casa. Passo per gli aeroporti
conoscendoli. Son stato ad Atlanta già una volta, e scendo
da quell’aeroporto direttamente nella sala dove servono
deliziosi piatti all’americana. Mi strafogo, e siedo sullo
stesso tavolo dove mangiai sei mesi prima. Passo per i
negozietti, compero qualche cosa. A un bancone c’è la
stessa signora che incontrai a giugno scorso, quando tornai
dagli Stati Uniti a Roma. In fondo son passati soltanto sei
mesi ma sembra una eternità.
Le esperienze ormai si intrecciano e diventano un tutt’uno.
Non ricordo dove ero poco tempo fa, e forse non realizzo
dove sono ora. Forse perché il mondo si è rimpicciolito
dopo averlo percorso di fatto con i nudi piedi. Quando le
distanze si accorciano e il tutto diventa un unicum, non fa
poi molta differenza tra Atlanta, Managua e Roma!
Sento tutto come casa mia. La vita è diventata il mio
viaggio, e me ne rendo conto sempre di più. È una
sensazione bellissima. Conosco tante persone, tanti modi
di essere e di vivere, tanti luoghi, tanti cieli, tanti orizzonti diversi.
Tutti mi sono attorno come amici di adolescenza.
Tutto è dentro di me.
Rivedo i sorrisi di quelle persone con le quali ho condiviso
anche soltanto delle battute ma sapendo di essere rimasto
impresso loro, come loro a me. Rivedo la signora della
stazione dei bus di Managua che mi scalda della pizza
incredibilmente buona per essere del Nicaragua, e che mi
parla di come l’Italia sia il sogno della sua vita ma come
lei non è mai potuta uscire fuori dal suo Paese… Rivedo
gli autisti dei “chicken bus” di tutto il Centro America, le
facce delle frontiere che ho attraversato, i turisti che come
me andavano zaino in spalla alla ricerca di luoghi
meravigliosi, e rivedo ovviamente me stesso, così solo e in
mezzo all’ignoto da chiedermi se davvero sia riuscito a
fare tutto ciò per mesi ed addirittura anni.
Da un certo punto della mia vita in poi ho incominciato a
varcare i confini del mio giardino in maniera curiosa e
costante, affogando la mia anima nei colori della Sicilia e
della Sardegna, della Basilicata e dell’isola di Cipro, di
Israele e della Turchia, del Marocco e della Spagna, dei
Paesi Baltici e della Finlandia, dell’Argentina e del Perù,
del Messico e di Cuba…
E questa sera, nel mio bagno di Roma, realizzo senza un
vero perché che un altro viaggio si è concluso. Son tornato
da venti giorni, ho già fatto duemila cose meravigliose
nella mia città, dal lavoro che adoro al recupero della mia
attività fisica, all’incontro di persone a cui sono legato agli
animali domestici di famiglia, dal cibo agli orizzonti, gli
odori e i suoni di Roma. C’è tanto da vivere. Tantissimo.
Mi sento così piccolo da essere sepolto, ma poi ricordo
quella frase che mi portai su di un foglio a Cuba, prima
meta del mio ultimo viaggio che mi ha visto tornare
appunto da poco:
“Non devi rammaricarti di non poter bere tutta l’acqua
della fonte: ciò che puoi bere è tua esperienza, ciò che non
puoi bere è tua eredità”.
Passerò una serata con la mente aperta a tutte le immagini
del mio ultimo viaggio, che inevitabilmente si intreccia
con quelli comunque recenti fatti in Sudamerica, in Usa, in
Austria, Olanda e Italia. Tutto è un intreccio e uno sforzo
di comprensione. Comprensione dei valori, comprensione
dei pesi di ogni cosa che mi è successa, comprensione del
tempo.
So che ci vorrà tutta la vita per continuare ad elaborare
queste esperienze, ma so anche che il viaggio continuerà
inesorabile, continuando a sommarsi, a intrecciarsi… e a
riempire di senso la mia vita.

IBSvitaaviaggio2b

vitaviaggio2

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