Noel Gallagher a Roma: Il Reportage del concerto del 9 Luglio al Rock in Roma 2015

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Noel Gallagher e gli Oasis: quanto sono un tutt’uno e quanto Noel è indipendente dal suo passato?

Ammesso che nel caso degli Oasis facciamo fatica a credere che davvero Noel e Liam non ritorneranno presto insieme (abituati ai loro litigi e tira e molla), oggi Noel Gallagher è un musicista quasi alle soglie dei 50 anni, voglioso di dire qualcosa oltre il globale successo del periodo Brit Pop. E lo fa con una band che non ha ancora 5 anni di età, e lo appoggia nel suo concetto odierno di musica. La band si chiama “High Flying Birds”, e comprende il pianista degli Oasis, il batterista dei Lemon Trees e il batterista dei The Zutons. Il suo concetto di musica odierno prevede sì tanta melodia, ma anche tanto di quel sound ’60s e ’70s a cui il compositore, musicista, chitarrista e cantante inglese è inevitabilmente legato.

Artisticamente parlando è molto stimolante vedere e capire come la storia di ognuno per quanto differente si ripeta nel suo centro: l’età della gioventù è quella dove si dice necessariamente qualcosa di nuovo, dove le basi servono soltanto per uno slancio creativo verso l’attualità, e si può davvero dire e fare “qualcosa di nuovo”. Poi, subentra la comprensione di ciò che si è fatto, e si sviluppa un naturale senso dell’Io, di ciò che si è diventati e si è oggi. Il passo successivo è il recuperare tutto ciò che ha formato la nostra crescita, legarsi sentimentalmente a ciò, e articolarlo grazie alla coscienza e alla tecnica acquisite.

Ecco che Noel oggi si trova nella terza fase. E’ davvero l’ora di dare ciò che ha dentro, e sente maggiormente come gusto personale. La fase Oasis è inevitabilmente superata, e gli ultimi dischi avevano già dimostrato come il sound fosse completamente cambiato, e anche la voglia di suonare cresciuta. Quel rock istintivo che avrebbero chiamato “Brit pop” è legato ai primi album, e ha fatto spazio a pezzi di mestiere, intrisi di un sound curato maniacalmente in fase di studio, registrazione e mixaggio.

La generazione degli anni ’90 oggi va verso i 40 anni, ed ecco che le canzoni di Noel e High Flying Birds sono graditissime, efficaci, possiamo dire belle.

Da “If I had a Gun” a “The death of you and me”, da “Dream on” a “In the heat of the moment”, sul palco del Rock in Roma di Capannelle vanno grandi momenti di musica. I generi abbracciati sono tanti, dal Pop d’autore al Rock britannico, dalle influenze americane al blues più evidente (come per “In The heat of the moment”). Ve li immaginate nel ’95 gli Oasis eseguire un giro di blues e cantarci sopra un pezzo nero, afroamericano?

Oggi si può, e la coscienza di essere davanti a un grande personaggio, musicista e cantante, non fa altro che rendere felice una platea che sì si emoziona maggiormente dinanzi alle cover degli Oasis (“The Masterplan” e “Champagne Supernova” creano un vero e proprio coro), ma che sa di poter godere oggi e in futuro ancora di grandi canzoni.

E il finale con “Don’t look back in anger” è l’abbraccio di Noel, che ringraziando il cielo con chiude le porte col passato, ma anzi lo propone al pubblico pagante come un regalo dovuto a chi lo ha reso quel che è.

Federico Armeni

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