Loris Petrillo: il suo Don Quijote grida ancora contro le ingiustizie

Il coreografo italiano Loris Petrillo, stimato da una grossa fetta di critica della danza, ha portato in scena uno spettacolo pretenzioso e di ampio respiro sul Don Quijote, attualizzandolo alla società di oggi. Con dei giovani interpreti ottimamente amalgamati come Nicola Simone Cisternino, Yoris Petrillo, Giacomo Severini Bonazelli, l’amarezza del tempo di Cervantes sembra riversarsi al giorno d’oggi come se niente davvero sia cambiato. Vale davvero ancora vivere e lottare per qualcosa? E’ giusto lasciarsi andare alla morte senza un motivo? Domande drammatiche, portate in scena in un climax ben riuscito tra dramma e commedia.

Come moltissimi dei coreografi italiani, le condizioni di lavoro non sono mai ideali per tirare su uno spettacolo di altissimo livello, perché i soldi sono quelli che sono, e il talento senza mezzi è difficile tirarlo fuori. Se ne può intuire la potenzialità e apprezzarne lo sforzo, ma la distanza tra chi ha migliaia di euro da spendere “offerti” dai teatri statali e da leggi che tutelano gli artisti, rimane larghissima.

Ecco che Loris Petrillo, dall’alto della sua esperienza anche internazionale, ci mette tanto mestiere, e riesce a portare un qualcosa comunque di buon livello. Ma per chi ne intuisce gli intenti, come fa a non domandarsi cosa sarebbe uno spettacolo del genere con più prove, più lavoro scenografico, e un supporto dal vivo di musicisti? Cose che in Italia ci dobbiamo sognare, essendo la danza abbandonata a un destino di davvero difficile pronostico.

Al Teatro Vascello, purtroppo semivuoto, viene proposto uno spettacolo difficile da trovare nel marasma della programmazione commerciale. E le riflessioni fatte con parole e corpo nel “Don Quijote” di Petrillo sembrano un qualcosa di raro nell’elettrocardiogramma piatto degli operatori del settore di oggi. Ed ecco che un grido di rabbia contro le multinazionali o contro le ingiustizie sociali suona come un qualcosa di vecchio e ripetuto, scordando però la drammatica attualità del tutto.
Quando ci siamo assuefatti ormai a tutto ciò che di male sta accadendo a ogni latitudine?

Le grida degli attori in scena e le splendide sequenze di contact improvisation riportate in scena, unite ai quadri visivi regalati dei tre protagonisti e a delle ottime coreografie corali sono i mezzi tecnici con il quale Petrillo trasmette il messaggio di Cervantes, ricordando a tutti noi come ormai siamo diventati senza distinzioni dei Don Quijote, dove il nemico da lottare non ha né un nome né un cognome, e la rassegnazione, l’abbandono, la morte, sembrano l’ultima, unica, scelta da compiere.

Federico Armeni

22-24 aprile 2015, Teatro Vascello

AcT_Cie Twain physical dance theatre

DON QUIJOTE

coreografia e regia Loris Petrillo
consulenza musicale Pino Basile
musiche Pino Basile, aa vv
consulenza drammaturgica Massimiliano Burini
interpreti Nicola Simone Cisternino, Yoris Petrillo, Giacomo Severini Bonazelli
disegno luci Loris Petrillo

con il contributo di OFFicinaTwaIN_Centro Promozione Culturale_Regione Lazio
con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo

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