Estratti da “La Vita è Il Viaggio Vol. 1” di Federico Armeni

Ecco in esclusiva alcuni estratti dal libro di Federico Armeni “La Vita è il Viaggio”.
Qui, estratti dal Volume 1.

1. Tarifa, Spagna. “Sguardo verso Ovest”
Ovest a Tarifa significa Oceano Atlantico. Est, Mar Mediterraneo. Infatti in questa punta magnifica della Spagna andalusa, il mare viene idealmente diviso tra Oceano e Mare, permettendo al visitatore di bagnarsi nell’uno e nell’altro semplicemente attraversando il molo sul quale cartelli e descrizione spiegano come geograficamente è proprio qui che Oceano Atlantico e Mediterraneo si dividono. Di fronte, l’Africa. E’ stato emozionante passare dall’Europa all’Africa, cambiare continente, con un aliscafo che in 35 minuti ti porta da Tarifa a Tanger. Il Marocco è un altro mondo, e se c’è un motivo per il quale si viaggia, è proprio per capire le diversità dell’essere umano, capendo quindi di più noi stessi.

2. Tor San Lorenzo, Roma. “Cade sempre qui”
Sicuramente la spiaggia di Torvajanica non è tra le migliori del mondo… e nemmeno di Roma. Eppure, certi luoghi conservano un certo sapore. Un certo odore. L’acqua qui è spesso inquinata da scarichi selvaggi, e le case abusive affollano l’arenile da Capocotta ad Anzio. Eppure, il Sole, cade sempre qui.

3. Le Ande Argentine, Mendoza. “Realtà e Irrealtà”
Andando da Mendoza al vulcano dell’Aconcagua, passando per montagne, laghi, fiumi di rara bellezza, visitare questo territorio è una esperienza sensoriale e vicina al divino. Abituati al quotidiano, ci scordiamo del diverso. Luoghi come questo ci ricordano quanto ci sia di diverso da vedere, e come ciò che ci sembra irreale, sia invece reale.

4. Grand Canyon, Arizona. “Infinito e finito”
E’ stato simpatico osservare come mentre scattassi la foto, i due soggetti siano entrati nell’occhio visivo e si siano scambiati un dolce saluto, quasi a permettere questo scatto. E’ stato per me interessante analizzare come nella foto ci sia dentro l’infinito della natura e dell’orizzonte, insieme al limite temporale dei sentimenti degli esseri umani. Noi che siamo finito, tra l’infinito.

5. Puerto Madero, Buenos Aires. “Sunshine”
Tutte le grandi città hanno quei giganteschi parchi che ci fanno dimenticare di essere in città, che interrompono per un momento l’odio per quel traffico folle e quei fumi cancerogeni, lasciando respirare il contatto con la natura anche soltanto per un’oretta. A Buenos Aires il parco di Puerto Madero è sicuramente tra i più suggestivi al mondo, con alberi tropicali, uccelli pittoreschi, tartarughe e una infinità di percorsi da fare e panchine dove sedere e osservare il Rio del Plata.

6. Villa Adriana, Tivoli. “Eveywhere”
Dopo il mare, il luogo da dove ho visto più tramonti. Il Festival estivo nella Villa Adriana di Tivoli è una occasione imperdibile per tutti gli amanti della vita: si arriva al tramonto in questa location millenaria, si passa per cipressi e ulivi secolari, il canopo e le terme. La luce rispecchia, il cielo illumina.
Si è qui, ma in questi momenti ci si sente di poter essere ovunque.

7. Haifa, Israele. “Mystic”
Le terre israeliane sono mistiche. Le rovine di ogni epoca, le culture che si affastellano per centinaia di anni, i paesaggi che cambiano, dal deserto a laghi floridi, da spiagge affollate e modaiole a luoghi completamente isolati e spirituali. Un viaggio qui è una esperienza alla ricerca del significato dell’homo sapiens sapiens e della sua relazione con il territorio e gli altri essere umani.

8. Mate, Argentina. “Necessary”
Il mate e gli argentini sono una cosa sola. Questa erba naturale e amara, benefica per il corpo su tutti i livelli, non solo spopola ma è addirittura una usanza popolare, una abitudine, un rito. Ed ecco che nei 10 minuti di pausa tra una pampa e l’altra, ecco che l’autista coglie l’occasione di scaldare l’acqua per il suo mate… Bienvenidos a Argentina!

9. Balcone in Via Etnea, Catania. “Finestre”
Le finestre non solo soltanto quelle fisiche, ma anche e soprattutto emblema dello slancio verso ciò che di nuovo c’è e può arrivare nella propria vita. La finestra è la porta verso l’esterno, è laddove dal proprio piccolo mondo si può vedere cosa c’è fuori: la temperatura, il clima, l’arte, le persone.
La finestra è il simbolo delle nostre potenzialità, è il simbolo di ciò che possiamo avere di bello ma che per motivi psicologici sembra non vogliamo accorgercene.

10. Santa Marinella Hills. “Salto nel Blu”
Il tesoro è sotto i tuoi piedi, ma non vuoi accorgertene. Nella vita quotidiana ci si scorda del bello che si può vivere anche soltanto a cinque minuti da casa, a volte un’ora. Ma non vogliamo viverlo questo bello! Perché? Santa Marinella è stata una scoperta tardiva per me, da romano preso da studio e stress causati da una città che se da una parte di regala tanta cultura e umanità, dall’altro ti assorbe tutte le energie psicofisiche. Il giorno che venni a Santa Marinella fu un improvviso amore, per l’odore di mare che esala dagli scogli, per quello specchio zen che il mare crea nelle numerose baie di questo tratto costiero. E sullo sfondo, le colline verdi e panoramiche, a far saltare di gioia le persone che le scalano, godendosi il blu più blu che c’è dall’alto.

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