Sanremo: l’oscenità del “nazional popolare” che vive, prosegue, avanza

Tra diritti d’autore spartiti a tavolino, caselle ben stabilite che non lasciano spazio all’indipendenza, facce di copertina ripetitive e nel limite del ridicolo, Sanremo si propone in televisione per quello che rappresenta l’Italia: una rete di clientelismo da cui non si può uscire.

I nomi sono sempre gli stessi, gli autori anche (e direi soprattutto), i diritti Siae spartiti in maniera scientifica tra tutte le persone che ogni anno vivono di Sanremo e di solo questo evento, ignorando la qualità del prodotto e soprattutto la meritocrazia. Le facce da copertina poi non ne parliamo.

Al culmine della tristezza di ieri sera l’ospitata di un grossolano e maleducato Albano insieme a una imbarazzata e spenta Romina Power. Una ospitata di una tristezza infinita, come se nel 2015 ci sia il bisogno di spendere 10 minuti di trasmissione per ospitare due personaggi come Albano e Romina. Pazzesco.

Pazzesco perché Sanremo avviene una sola volta l’anno e dovrebbe dare spazio a chi la musica la fa e la vive, oggi in Italia.

Sanremo dovrebbe dare spazio e luce alla musica italiana oggi, non spedire cartoline di un passato in bianco e nero che alimentano a danno delle generazioni odierne (che altra musica fanno e vivono) lo stereotipo della musica italiana nel mondo.

Non riusciamo ad andare avanti, non riusciamo a dare onore semmai a chi è vivo (musicalmente intendo) oggi e cambiare l’immagine dell’Italia fuori. Un esempio pratico? Pino Daniele è morto da poco, eppure la sua splendida musica non ha mai avuto lo spazio che hanno avuto altri fenomeni da baraccone della nostra Italia. Fabrizio de Andrè se ne è andato, ma non si sa chi è all’estero, eppure bisognerebbe spendere 10 edizioni di Sanremo per rendere la sua musica famosa dalla Russia all’Argentina!

La verità è che i diritti d’autore e le decisioni su chi va in onda in tv sono strettamente legati, e alcuni personaggi hanno un potere diretto sulle scelte da fare e alle quali le loro tasche sono clamorosamente interessate.

E così va avanti il “Belpaese”, tra talenti ignorati che muoiono dentro casa sotto le accuse dei genitori di aver perso tempo con la musica e sopravvalutati signori raccomandati e spinti da cerchie ben definite di potere che decidono di fatto chi ci guadagna e chi no con la musica.

“Perché Sanremo… è Sanremo!”

Federico Armeni

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