Americanando… reportage da terre e orizzonti accattivanti

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Ed eccoci qui negli Usa, un po’ per cuore un po’ per lavoro. Come sempre gli Stati Uniti regalano emozioni incredibili. E’ un Paese “Occidentale” ma che non e’ in Occidente. E’ America, pero’ fu fatta dagli Europei.

Incarna i valori del capitalismo e del consumismo, della pace e del cattolicesimo, della liberta’ (apparente o vera che sia…) e delle opportunita’.

L’Impero Romano di oggi, come alcuni dicono: espansionista, forte, e sgradito ai piu’ fuori dai suoi confini.

Da visitatore sicuramente e’ splendido perdersi in questa Terra nuova, che paesaggisticamente e’ America a tutti gli effetti, e che culturalmente cerca (e trova) una sua identita’ nella contemporaneita’. Una contemporaneita’ vivibile in tutti i settori, perche’ gli Usa non sono una terra che vive di passato, ma che forma continuamente il nuovo.

E’ splendido perdersi nelle sconfinate strade americane, nella natura come nelle citta’. I grattacieli, le strade larghe, le case enormi. I parcheggi persino, sono enormi. I negozi, i ristoranti, ancora di piu’.

Le persone, anche: qui c’e’ una sfida con se’ stessi molto piu’ forte che in Europa, dove ci si sente piu’ coccolati dalla storia e dalle origini, senza una necessaria spinta verso il fare, il costruire, il migliorare. Chiedete a un romano o a un parigino che vorrebbe cambiare della propria citta’: vi risponderanno che vorrebbero annullare cio’ che e’ nuovo e sta cambiando la citta’, non certo vorrebbero cambiare l’immensa storia e bellezza. In Europa si sta bene come gli antichi hanno lasciato edifici e piazze, e si tenta semplicemente di dar valore a queste,e costruire attorno una societa’ consumistica e capitalista. Ma l’ossatura culturale e identitaria e’ fortissima. Irrinunciabile. L’Americano deve formare la sua storia, in prima persona.

In Usa c’e’ anche molta storia, una storia recente e vivissima. Pero’ e’ molto connessa all’oggi, non appartiene a civilta’ lontane, che avevano lingue e costumi differenti. La storia americana e’ vivissima ed e’ per questo che e’ spesso appassionante.

I Musei qui parlano tanto di guerra e delle azioni militari, e molti sono i memoriali rivolti a grande figure del passato che hanno permesso la vittoria contro nemici veri e presunti. La guerra e’ viva anche in Europa, nelle rovine e nei campi di sterminio, nei cimiteri e nei ricordi dei nonni. Qui si incontrano i veterani di quelle guerre, chi ha volato per l’Europa per salvarci da mostri idiologici e militari devastanti.

E accanto, l’arte: il grande cinema americano, la musica Blues e Jazz, la danza scoppiettante, il teatro di Broadway, l’architettura meravigliosa.

Gli Usa sono una terra meravigliosa tra due oceani in cui passano montagne, steppe e deserti, e ci vuole una vita per visitare e scoprire le sue incredibili bellezze.

Sono anche una terra dove il servizio pubblico lascia a desiderare, e proprio per questo viaggiare qui e’ tanto bello quanto difficile, e il turismo in termini numerici e’ ridicolo rispetto al potenziale che il Paese ha.

Ora siamo qui in Virginia… i colori e gli edifici abbracciano le linee dell’orizzonte scandite da océano e laghi, alberi e animali selvatici, insieme a grattacieli e capolavori architettonici.

Qui c’e’ da tornarci e tornarci, sperando che le cose belle di questo Paese prevalgano sempre piu’ sugli indubbi difetti che purtroppo attanagliano la cultura e la societa’ degli Usa. Ma del resto, trovatemi un Paese perfetto dove vivere… prenoto il biglietto.

reportage di Federico Armeni

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