“A best of… Livecity”: in attesa del libro, alcuni dei migliori articoli di Livecity / 1

E’ fuori di dubbio che questi anni ne abbiamo passate di stupende e di meravigliose. Livecity è stato testimone di centinaia di eventi, ed è orgoglioso di essere stato il primo (e a seguire comunque spesso l’unico) sito Internet che ha recensito eventi, concerti, spettacoli, con piglio critico e giornalistico.

Dall’esigenza di far nascere una rubrica di “memoria” della nostra attività di critica indipendente – in attesa che l’enorme volume di raccolta del nostro materiale scritto trovi collocazione editoriale e soprattutto una impaginazione e correzione di redazione decente, ecco che vi proponiamo un “best of” di Livecity.

Oggi ho scelto un concerto evento di Franco Battiato, di cui pochi all’epoca erano a conoscenza persino dell’esistenza. Visto che dal prossimo mese e dopo quindi più di due anni l’artista siciliano riprenderà questo concerto evento e ne proporrà un tour italiano, ci piace raccontare come “Diwan – L’essenza del Reale” fu un concerto particolarissimo e molto stimolante, grazie all’ausilio di numerosi ospiti e musicisti d’eccezione.

Reportage Franco Battiato “Diwan – L’essenza del Reale”, all’auditorium Parco della Musica di Roma, 12 giugno 2011
Scritto il 13 Giugno, 2011 in REPORTAGES EVENTI DAL VIVO

Ieri sera Franco Battiato con un ensemble multietnico d’eccezione ha presentato a Roma “Diwan – L’essenza del Reale”. Ora il progetto andra’ avanti in vari teatri d’Italia e, speriamo, non solo, in attesa che il pubblico colga il valore di uno dei concerti piu’ belli dell’artista siciliano, completamente dentro la parte, rilassato ed emozionato nell’esecuzione di un repertorio raro come quello della poesia araba che intorno all’anno Mille si sviluppo’ e radico’ nella splendida isola italica, e nelle nuove intepretazioni di alcuni dei suoi brani piu’ spirituali e ascetici come “L’ombra della Luce” e “Haiku”. E ancora, le splendide improvvisazioni di Nabil, l’emozionante voce folkloristica di Etta Scollo e la dolcezza di Sakina Al Azami, oltre che un inedito a sorpresa, scritto apposta per l’occasione. Un concerto che fa bene allo spirito, oltre che agli occhi e alle orecchie.

“Quest´opera è gioiosa perché i poeti della scuola siciliana di cultura occidentale e orientale non facevano altro che parlare dell’amore, ragionare sull’amore, cantare l´amore. E l´amore, quando porta con sé sofferenza e pena, resta comunque un sentimento vitale e rivitalizzante”, aveva dichiarato Battiato per parlare di questo nuovo progetto. E l’aria distesa e distensiva del Maestro dei giorni d’oggi non fa altro che trasferire sul pubblico le sue emozioni e la sua voglia di regalare delle note che riempiano di passione e vitalita’ il cuore della gente.

Un concerto raro, una perla nella sua immensa carriera, poiche’ “Diwan” sembra per la prima volta portare in un tour (ora ancora piccolo, ma chissa’ che conoscendo la curiosita’ dell’artista non ne nascera’ presto un disco e un tour piu’ grande) quegli episodi che hanno caratterizzato una sorta di binario parallelo alle sue opere Rock, Pop e Cantautorali, ma che videro solo a tratti delle esecuzioni totali (come nel caso di Unprotected, di 17 anni fa). Qui tutto il filone spirituale e legato all’amore e’ messo in scena, dividendo quasi minuziosamente il repertorio tra quello piu’ “Occidentalizzante” da quello invece piu’ locale e siciliano legato alle influenze Mediorientali.

E pensare che il progetto inizia in pieno stile “contemporaneo”, con l’accattivante solista “H.e.r” (eh si, questo e’ il suo nome artistico) che impazza e impazzisce col suo violino sul palco, scuotendo con la sua energia e il suo incredibile canto la platea. Dopodiche’ con l’ingresso della cantante araba Sakina Al Azam, Etta Scollo, Nabil Salameh dei Radio Dervish, il tastierista e collaboratore di Battiato Carlo Guaitoli, Gianluca Ruggeri del PMCE, Jamal Ouassini e le prime parti della Café Tangeri Orchestra, il progetto entra nel vivo, nel nome di una mediterraneita’ arsa ed asciutta, piu’ desertica. I richiami dell’Oriente sono netti, gli strumenti come il kanun e la kawala sono un forte richiamo alle radici lontane di ognuno di noi, a un legame forte con dei posti geograficamente cosi’ vicini, storicamente cosi’ a contatto, ma oggi apparentemente cosi’ lontani e confusi sotto il potente peso della paura e del pregiudizio.

Questo live sicuramente abbatte parole come confini e limiti, ed ingloba tutti quanti gli esseri umani sotto una unica sfera, quella sotto al divino e unito dall’amore.
Fogh In Nakhal recita:

Fogh in-nakhal fogh ya ba
fogh in-nakhal fogh
medri lama’k khaddak ya ba
medri l-ghomar fogh
walla marida balini balwa
w-inshidni l-batran ya ba
lesh wajhak asfar wajhak asfar
kull marad ma biyya ya ba
min dard il-asmar
walla sabini b’ayuno l’helwa

Sulle palme
Sulle palme, lassù
sulle palme, lassù
non so se è la tua gota che brilla
o la luna, lassù.
Io non voglio, ma la pena mi tormenta.
L’insolente mi chiede:
“Perché giallastro è il tuo viso?”
Non ho nessuna malattia:
soffro per quella persona bruna
che m’imprigiona coi suoi dolci occhi

Il tutto musicato e suonato sotto un incidere ossessivo e festante di percussioni, strumenti etnici e cori da parte di tutti i cantanti sul palco. Una unione vera, una energia palpabile anche dal piu’ assopito dai colpi dell’artificialita’ di oggi…

Chiaro come le atmosfere sonore e l’energia che trasmettono gli artisti nel caso dei brani legati alla poesia araba da una parte, e le parole di Franco Battiato dei suoi brani sono le due armi pacifiche giocate da questo splendido concerto, che non rischia cosi’ mai di essere ripetitivo, ma anzi un susseguirsi e alternarsi di atmosfere ed emozioni.
Ecco che “Il Re del Mondo” non puo’ che far sorridere amaramente al passaggio:

“Nei vestiti bianchi a ruota…
Echi delle Danze Sufi…
Nelle metro giapponesi oggi,
macchine d’ossigeno…
più diventa tutto inutile
e più credi che sia vero…
e il giorno della Fine
non ti servirà all’inglese!”

e le note orientaliggianti e ricalcate da una parte dal pianoforte dall’altra dello xilofono risuonano in sala.
Poi L”Ombra della Luce, in una ovattata, dolce versione duettata con Nabil, meta’ italiana e meta’ araba, dalle suggestioni assolutamente inesplicabili tramite una pagina Internet. Battiato, prima del cantato in arabo, interpreta cosi’:

“Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente,
quando il mio percorso, si fa incerto,
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!”

Tra alcuni brani folkloristici interpretati da Etta Scollo e alcuni peculiarmente sahariani cantati da Sakina Al Azami, tornano ancora “Le Sacre Sinfonia del Tempo”, “Lode all’Inviolato” e “Stranizza D’amuri”, qui duettata con Sakina in una versione ancora piu’ dolce di quella che gia’ e’.
E ancora parti di testo che risuonano con il peso della musica in sala:

“Degna é la vita di colui che é sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all’Inviolato!

E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti” da “Lode all’Inviolato”

“Guardando l’orizzonte, un’aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell’apparente inutilità
nella totale confusione.
… Che siamo angeli caduti in terra dall’eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.” da “Le Sacre Sinfoni del Tempo”

Tempo di una standing ovation, di due parole di Franco Battiato, che dialoga simpaticamente con il pubblico rispondendo agli urli del pubblico, e di un bis: “non abbiamo in programma altri brani da fare, quindi o ce ne andiamo o ne rifacciamo una gia’ fatta”. La scelta ricade su “Stranizza d’amuri”, anche dalla sala il grido “altre due!” fa rispondere a Franco con una autentica ironia: “ah, siamo al baratto!”. Nella totale distensione della sala e un abbraccio sincero tra artisti e presenti in sala, si conclude uno dei concerti piu’ intensi e distensivi della storia della carriera di Battiato, cui auguriamo di poter portare avanti questo progetto di rara qualita’ artistica.

Federico Armeni


Con
Franco Battiato voce

Etta Scollo voce
Nabil Salameh (Radio Dervish) voce

H.E.R. violino, voce
Carlo Guaitoli pianoforte e tastiera
Gianluca Ruggeri percussioni

Sakina Al Azami voce
Jamal Ouassini violino, voce e percussioni
Abdesselam Naiti kanun

Bouchaib Amar nay e kawala

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